About

Ho una nuova macchina fotografica e non prendo pace. Scatto ai blocchi di partenza e corro veloce. Come un fischio soffio l'aria che mi preme sulle gengive. Sono sempre alla ricerca della luce migliore, mi nascondo dietro l'ombra e seguo le regole lette sul manuale.
Faccio foto meccaniche ricche di geometria analitica, segno sul quaderno a quadretti le distanze focali e apro l'obiettivo al mondo. Ma mi accorgo che non guardo più fuori dalla porta di casa. Ho l'orecchio allenato al rumore secco del click. Tutto è diventato fotografabile, non ho una vita normale e vivo su piano fatto di colori lucenti.
Ogni tanto uso il bianco e nero quando la carta colorata mi disturba la vista.
Cerco nella cassetta della posta una cartolina antica per scoprire il segreto della carta stampata e del paesaggio perduto, una cattedrale gotica piena di luce divina, una collina rosseggiante di grano da mietere un portone decorato da gerani in fiore dipinto di blu.
Aspetto il postino ascoltando musica brasiliana per stamparmi un sorriso sulla faccia scura. Giro in fretta attorno al tavolo buono del salotto ancora coperto di cellophan. Uso il telecomando per spegnere la tv. Non trovo la chiave per regolare i contrasti con mia moglie.
Lei non ne vuole sapere di truccarsi per mettersi in posa. E un tipo acqua e sapone che si lava spesso e si alza presto la mattina per mettere in frigo la sua bottiglia preferita.
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