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06.01.10

Pigre voci scolastiche

Pigre Voci Scolastiche

  Tokyo | Japan

Tutte le donne della sua vita gli si presentano ora come in fila alla fermata del bus e obliterano il loro biglietto davanti agli occhi allucinati di Santiago Calatrava.
Una ad una avanza, chi dolcemente, chi con passo fermo, chi col cappotto sdrucito, chi senza scarpe ai piedi e senza dire una parola si infilano nel letto con lui e suoi occhi chiusi. Ed eccole lì, mute e risolute, arrivate da chissà dove su un treno merci carico di ferro arrugginito a presentare il conto della lavanderia, delle camice stirate, delle cene in ritardo, della pulizia delle scale. E Santiago esterrefatto si apre a loro come non ha mai fatto prima, lentamente si gira di tre quarti e fa spazio a questa processione senza ceri. Certe volte apre gli occhi e afferra con lo sguardo appannato i movimenti fluttuanti, e sporgendosi un poco cerca di ascoltare il fruscio dei vestiti o l'odore profondo che queste animalesse senza vergogna emanano. Ma la velocità con cui attraversano i suoi pensieri non gli danno scampo, corre dietro a tutte mancandole per un soffio ansimando ad ogni scontro. La sua mente lucida come acciaio lucente chiama quei nomi ad alta voce. Un appello in piena regola a cui rispondono pigre voci scolastiche

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